Il Progetto Foscarini Rugby

Il progetto e le strutture
L’ente scolastico Foscarini Rugby è nato nel febbraio 2009, per iniziativa di Daniele Resini. Le forze erano esigue: una decina di under 9.
Con questi piccoli “pionieri”, in giugno, vi fu la partecipazione al primo torneo federale disputato: il “Visentin” di Paese. In quest’occasione, sorprendentemente, il Foscarini si qualificò per la fase finale.
Oggi, sulla base di un progetto che ha operato nelle ultime quattro stagioni sportive e che si è progressivamente arricchito di esperienze e competenze tecniche, i tesserati sono arrivati a oltre settanta e il Foscarini Rugby è diventato una realtà conosciuta e apprezzata a livello veneto e nazionale nell’ambito della Federazione e del Comitato Veneto: l’unica scuola della nostra regione a praticare il rugby a questo livello e a confrontarsi con i Club più blasonati. In questo ambito, le nostre squadre, aperte ai bambini delle altre scuole veneziane, hanno partecipato a due edizioni del Toneo Topolino, il più importante in Italia e a diversi altri tornei, come il Visentin. Ci siamo confrontati, spesso con successo, con squadre italiane e straniere e per i nostri bambini tale esperienza è stata molto positiva.
Il fulcro di tale progetto è lo sviluppo, a partire dal rugby, dello sport scolastico, intendendo la scuola non come mero serbatoio di reclutamento per le società sportive, ma come luogo dove lo sport è parte integrante dei piani formativi e i bambini praticano le discipline sportive al livello più alto possibile.

La struttura societaria oggi è configurata come una Società polisportiva: la Polisportiva Marco Foscarini, composta dai genitori, dai volontari e dai sostenitori del Foscarini Rugby, affiliata alla Federazione Italiana Rugby, e delegata dal Convitto a gestire le attività sportive esercitate nell’ambito delle scuola o legate alle manifestazioni delle federazioni sportive coinvolte nelle diverse specialità.
La responsabilità dell’attività del Foscarini rugby è della Polisportiva, presieduta dal rettore Rocco Fiano, e dotata di un consiglio direttivo di cinque membri.
Ogni attività svolta nell’ambito del rugby è ricondotta alla Polisportiva che gestisce i rapporti con altre scuole, le società sportive, le istituzioni. Le decisioni, approvate preventivamente dal direttivo e in accordo con la Scuola, vengono condivise con il gruppo di educatori.
La Polisportiva Marco Foscarini potrà delegare altre figure di sua fiducia a svolgere mansioni di carattere tecnico nell’ambito di tali attività. In esse, e in particolare nel rugby, dovrà prevalere l’aspetto educativo e formativo, nel rispetto dei livelli effettivi di sviluppo cognitivo dei bambini, delle loro necessità di crescita e di gioco.
Per quanto riguarda il rugby, i princìpi di carattere formativo ed etico sono rafforzati dai valori che caratterizzano tale sport: la solidarietà, l’amicizia, la condivisione, il sostegno reciproco, il rispetto di regole e persone. Riteniamo che tali valori vadano sempre affermati sia fra i piccoli atleti che nella comunità di educatori e genitori che li segue.

Valori e formazione tecnica
Ci siamo sempre orientati, nel corso di questi quattro anni, a tali principi etico-comportamentali, riferendoci alle esperienze più significative in materia. I nostri educatori hanno frequentato e frequentano i corsi federali.
Abbiamo bisogno, sicuramente e come tutti, di imparare ancora molto, ma la strada ci sembra sia stata quella giusta.
Siamo intenzionati a dar corso a una collaborazione con Società “modello”, come Il rugby educativo San Donà, e realizzare sinergie sempre sul piano della metodologia. Idem per Associazioni come Akka, con rapporti con i francesi di Pierre Villepreux.
Stage con questi tecnici e quelli della Federazione Rugby, che ha sposato il nostro progetto, permettono di far crescere i nostri educatori e stare al passo con le più innovative visioni del rugby.
Intendiamo anche collaborare, se possibile in termini molto stretti, con le società che operano nel territorio comunale, convinti che sia la strada dell’unità quella vincente.
Si tratta di scelte ambiziose che richiedono impegno organizzativo e vanno programmate con tempi di attuazione credibili.
In questo senso, da parte della Polisportiva c’è la volontà di mettere in campo da subito le iniziative appropriate.
Per quanto riguarda i criteri della formazione, citiamo Sergio Zorzi, un tecnico di grande esperienza con cui intendiamo collaborare:
….applicare una metodologia visiva/cognitiva che aiuterà ciascun (bambino) a pensare a cosa sta facendo e perché lo sta facendo, creando situazioni in cui i giocatori dovranno trovare da soli le soluzioni, per acquisire nuove competenze e rinforzare le cognizioni tattiche.
….La formazione dell’individuo e l’accrescimento della sua autostima equivalgono alla vera vittoria. La crescita tecnica e tattica, la cultura del sacrificio e della fatica (fare per ottenere), collegate alla capacità di produrre emozioni (piacere di giocare, il noi prima dell’io) insegna ai nostri giocatori ad avere sicurezza nei loro mezzi, a non demordere alla prima difficoltà o a rischiare di non farcela, e fortifica la convinzione che c’è sempre una soluzione a qualsiasi problema.

Le linee guida che intendiamo seguire nella formazione non prevedono Ia pratica di strutturare le squadre dividendo i giocatori fra più evoluti e meno evoluti, come spesso accade in altre società.
Il fatto di creare una oggettiva differenziazione, è subito percepita dai bambini, soprattutto i più piccoli, in termini discriminatori dei compagni meno dotati. A questi ultimi, inoltre, non viene consentito di crescere a contatto con i compagni più abili che hanno sempre una funzione di traino.
Si possono sicuramente raggruppare durante gli allenamenti i giocatori più evoluti, per alzare il loro livello tecnico e poter dedicare più attenzione a quelli meno evoluti.
Ma tale scelta va spiegata e condivisa dai bambini e dai genitori.
La pressione va proporzionata all’età. L’aspetto del gioco va sempre privilegiato.
Inoltre, c’è il rispetto dei tempi di studio, che sono specifici per ciascun bambino e che non possiamo mai mettere in conflitto con l’attività sportiva. Infine, alcuni bambini praticano altri sport e questo può limitare la loro assiduità. Non possiamo penalizzarli per questo.
Le qualità, come sta succedendo, emergono secondo i tempi naturali dei piccoli e i risultati, negli scorsi anni, non sono mancati.
I tempi degli allenamenti devono essere appropriati e rispettati, fissandone a un’ora e mezza la durata massima.

Progetto scuola
L’obiettivo di tale progetto è diffondere il rugby a livello scolastico in città e nelle isole. La priorità è la creazione di Enti scolastici in ogni plesso scolastico, tutorati dalla Polisportiva Foscarini, per costruire una rete di realtà e squadre a livello cittadino.

Le strutture
Lo scorso anno, con il concorso determinante della Federazione Rugby e di due sponsor (Veneto Banca e Alilaguna), il Foscarini Rugby ha contribuito per un terzo alle spese di rifacimento del campo “Gloria” in terreno sintetico collaudato per il rugby.
Si tratta dell’unica struttura del genere in Centro storico e rappresenta un salto di qualità sia per il rugby veneziano che per le altre attività svolte dagli alunni della scuola, cui siamo fieri di aver contribuito.
Speriamo a breve di veder completato anche un altro campo di allenamento, sempre all’interno della scuola.
Abbiamo anche in concessione, per ora in tempi limitati, del campo di calcio dei Bacini. Un campo comunale sul quale potremo fare le partite casalinghe quando decideremo di ospitare dei raggruppamenti.

Infine…
La crescita di un progetto, se non gode del senso della misura, che nel nostro caso àncora le attività alla dimensione della scuola e al benessere dei bambini, non può realizzarsi con costanza e successo. Sono questi i soli parametri che consentono di raggiungere anche obiettivi ambiziosi di carattere tecnico e sportivo.
L’alternativa è il carico di tensioni e divisioni che affligge gran parte delle Società.
E tali rischi non saranno tollerati poiché il Foscarini rugby ha una storia e un presente di “diversità” da salvaguardare, e di cui fanno parte tutti quelli che oggi contribuiscono positivamente al progetto.

2017-05-01T08:40:42+00:00